martedì 26 agosto 2008

LOS LLANOS.. finalmente un po' di NATURALEZA!!


Appena arrivati a Merida incontriamo Ermanno e Laura e con loro organizziamo un gruppo per andare ad esplorare la zona delle pianure con l'agenzia della posada che ci ospita.

Il programma degli LLANOS ci ha permesso di:
- fare rafting in un rio con difficolta' 3 (la scala va da 0 a 6). E' stato una bomba!! appena torniamo tocca rifarlo!! l'adrenalina e l'acqua ghiacciata del rio creano un mix davvero speciale.. la natura che ci circandava faceva tutto il resto..

- Partecipare ad una caccia all'anaconda e la fortuna vuole che, pur non essendo la stagione migliore, dopo poco piu' di mezz'ora abbiamo trovato un'anaconda di circa 3,5 metri.
L'abbiamo messa nello zaino e la regaleremo a chi per primo ci dira': "cosa mi avete portato dal venezuela?"

- Pescare e mangiare il nostro pescato.. che si trattava pero' di PIRANA!! Meglio pescarli che mangiarli pero' e' stata una cosa piacevole e anche in questo caso pescare al tramonto nelgli LLANOS non e' prprio come pescare sul ticino.. colori, luce, odori..(mosquitos) hanno reso questa esperienza speciale.

- Galoppare nella pianura come dei veri Cow Boy.. anzi no.. come dei veri GAUCHO. Per me era la prima volta che mi mettevo su di un cavallo e in realta' anche la prima volta che mi ci avvicinavo dato che mi fanno un po' paura... ma di buono c'e' che imparo in fretta e dopo qualche km al passo ho testato il trotto.. il trotto pero' e' veramente un modo per rovinarsi le parti intime e cosi' mi sono convinto a lanciarmi al galoppo... in poco tempo nella pianura venezuelana 4 italiani stavano galoppando poco prima del tramonto urlando come dei matti per scaricare l'adrenalina e l'emozione accumulata... YYYEEESSSSS!!!

- Navigare un rio e alcune zone della pianura allagata dalla pioggia abbondante di questa stagione.. Abbiamo visto numerosi uccelli, tartarughe acquatiche, alligatori, e i rarissimi delfini Rosati, delfini di fiume. L'unica pecca era il motore della lancia che faceva rumore come un Boing 737 e che per quanto ci provasse, non riusciva a sorprende nessun animale che si accorgeva di noi da km di distanza..

Salutt..

PS: per il momento prota e il mazza hanno il blocco dell scrittore quindi non sono troppo partecipi al blog.. mi spiace!!

Buon Provecho!!


















VIAGGIO PER MERIDA E IL LUSSO DEL FREDDO

Ogni paese ha i suoi simboli con i quali le classi agiate amano mostrarsi per far capire il loro ruolo economico nella societa'.. in italia l'abbronzatura e' un fattore estetico-culturale tanto quanto la pelle bianca lo e' in cina.. e in venezuela??

Be' per capirlo ci e' bastato fare un viaggio notturno sui BUS_CAMA.
I Bus-cama sono autobus a due piano piuttosto lussuosi con sedili larghi e reclinabili che diventano quasi letto.

All'arrivo nei pressi del bus capiamo che qualcosa di strano stava per succedere.. la gente, pronta a salire, tirava fuori dai propri bagagli tutto quello che potevano avere di piu' pesante.

Noi non ci facciamo spaventare e armati di felpa e coperta della TAP (gentilmente offerta durante il viaggio Lisbona-Caracas) prendiamo posto in prima fila.

Dopo circa 15 minuti dalla partenza la gente inizia ad indossare: pile, guanti, cappellini in lana e doppie calze..

Non mi dilungo ma vi dico solo che la temperatura era cosi' bassa che quando il mattino siamo arrivati a Merida (Quasi 1.800 m S.L.M.) scendendo dal bus ci e' sembrato di sbarcare alle barbados... credo comunque che la temperatura potesse essere intorno ai 12-14 gradi.. e non sto scherzando..

Ci siamo interrogati sul perche' di questa assurdita anche parlando con altri ragazzi incontrati qui a merida ma nessuno a saputo spiegarselo.. Secondo noi il motivo e' semplice.. in un paese dove il caldo, l'afa, e l'umidita' sono la normalita' che puo' si distingue con l'aria condizionata a livelli inumani...

Restiamo comunque disponibili ad eventuali considerazioni o soluzioni alternative alla nostra che forse puo' risultare un po' semplicistica..

Buena's
Milk's

CORO TRA DESERTO E GIUNGLA

Dopo aver lasciato Puerto Colombia ci dirigiamo verso Coro. Viaggio non facile visto che abbiamo dovuto cambiare mezzo ben 3 volte e logiacamente si andava di male in peggio!! Prima un tassista pazzo con la macchina truccata che andava a 100 su strade di montagna che noi avremmo fatto a 50 km-h, poi un "autobu" con le tendine rigorosamente tirate e quindi immersi nel buoi piu' assoluto e infine un altro bus con un controllore che ha sbottato..vabbe'..
Finalmente Coro..citta' costiera fondata dagli spagnoli nel 1957 e prima capitale del Venezuela; oggi si distingue per le sue case in stile coloniale e per i colori vivaci che vanno dal rosso intenso al giallo ocra con i quali sono dipinti gli edifici che fanno parte del casco historico. Nel 1950 fu dichiarata patrimonio dell'UNESCO.
Il centro lo merita tutto questo riconoscimento, ma come tutto, qui in Venezuela, poteva essere fatto meglio!! se si va oltre la scritta "coro, casco historico" si trovano le stesse strade piene di basura, i negozietti dozzinali e tutto cio' che di estremamente normale c'e' nel resto del Paese.
Per fortuna ci concentriamo sulle cose belle e sulle situazioni, spesso paradossali, che creiamo e cancelliamo tutto cio' che c'e' di meno bello!!
Decidiamo per la posada TUN TUN:carina, accogliente e "familiare"e...colpo di scena che nome c'e' scritto sulla lavagnetta delle cervezas???!!! IVANO!!
Ecco che abbiamo rincontrato chi per qualche giorno sara' il nostro compagno di viaggio!
A pochi chilometri dal centro citta' si trova il Parco Nazionale dei "Medanos de Coro": un vero deserto. Dune di sabbia finissime che salgono fino a 30 mt..uno spettacolo bellissimo (forse perche' io non ero mai stata in vero deserto!!). Camminiamo un bel po', superiamo qualche duna...e poi??!!! nell'attesa del tramonto che fare?..la proposta nasce spontanea "perche' non ci rotoliamo giu' per le dune??" ed ecco che come 4 pirla ci cappottiamo in discesa libera senza poi pensare al risultato..qualche chilo di sabbia tra vestiti e capelli..ma ne e' veramente valsa la pena!!
Il giorno dopo ci addentriamo nella giungla..il Sentiero degli spagnoli ci attende. Programmiamo, quindi, questa camminata di 3 ore..proni con zaini, macchina fotografica, kway e via andare..il taxista ci abbandona all'inizio del sentiero dicendoci "camminate in centro e fate attenzione ai serpenti" al che io gia' penso "rieccoci!!"..vabbe' ormai ci siamo e quindi andiamo..
seghuiamo questo viottolo di pietre dissestate, sentiero sempre piu' stretto e noi tomi tomi procediamo con passo regolare ma rilassato, finche' due guide turistiche seguiti da altri 2 soggetti ci sfrecciano in fianco..noi ci guardiamo e diciamo "cavolo, manchera' tantissimo. stiamo al passo con loro che cosi' arriviamo sicuramente in tempo". E quindi ecco i 5 dannati (noi ed Ivano) a seguire gli uomini con il macete..."quanto cavolo corrono?" e' il nostro pensiero..e paonazzi continuiamo sentendoci invincibili (o quasi..a me stava per scoppiare il petto!)..finalmente loro si fermano, noi ci fermiamo e chiediamo "manca tanto?"..la risposta e' proprio quello che non ci voleva "no, venti minuti.noi corriamo perche' abbiamo un appuntamento". Morale della storia e' che abbiamo fatto una camminata di 3 ore in un' ora e mezza..con il mio torace dolorante e in attivo di tre piccole zecche!! Milk e' l'unico che non ha voluto condividere con noi questi piccoli parassiti da compagnia!!
Finiamo la nostra permanenza a Coro con il noleggio di una super Uno fire rosso metallizzato..una bomba!!
e sempre come 5 scappati di casa ci gustiamo tutta la Peninsula de Paraguana'..tra mare, strade sterrate e luoghi dimenticati da Dio..bello il senso di liberta' che sentivamo!!

Manu




mercoledì 20 agosto 2008

PRIME IMPRESSIONI

Ormai e' una "semana" che ce la giriamo e in una settimana ci si riesce a fare un po' di idee e a sfatare o confermare miti di cui in precedenza si era letto.

In venezuela non si mangia molta carne.. con mio dispiacere l'argentina e la pampas sono lontani anni luce da questi luoghi.. frutta, verdura, cibanze in generale, sono tutte importate... l'impressione e' che a sostenere il PIL di questo paese siano 3 cose: Petrolio, "cerveza", e tette.
Tutto il resto stenta (e vi assicuro e' un eufemismo) a decollare.
Il ritmo delle citta' a maggior ragione dei puebliti e' molto lento, i mezzi di trasporto sono mal organizzati e non soddisfano la richiesta.

Anche qui il problema "basura" (spazzatura) e' forto e purtroppo non ancora percepito, neanche dalle nuove generazioni.. gettare roba dai finestrini del autobus pare la cosa piu' naturale del mondo ma il prezzo che si paga sono paesaggi devastati da immondizia. Neanche i luoghi di interesse pubblico si salvano.

Il venezuela per ora non mi pare pronto al turismo ma sopratutto, cosa piu' grave, non mi pare pronto al ritmo del resto del mondo. La troppa ricchezza di petrolio pare abbia fatto adagiare governo e popolo ma non pare una situazione sostenibile a lungo.

Per quanto riguarda la cerveza e' assolutamente comprensibile il perche' qui funzioni cosi' tanto bene. Quando si torna da una giornata sotto il sole cocente una birra fresca e' tutto quello che si puo' desiderare, magari ancor piu' gustata se la si puo' sorseggiare su di un' amaca..

Per il terzo punto, le tette credo dobbiate aspettare commenti dagli altri due che a quanto pare hanno mani libere piu' di me...

Milks

puerto colombia

ci lasciamo alle spalle maracay.
il bordello dove abbiamo passato la notte,e il primo cambio stradale al mercato nero.
euro per bolivares e ci guadagnamo qualche soldo, cambio ufficiale a 3,20 cambio al nero 5.
puerto colombia e' la nostra nuova localita'.
grazziella ci ospita nella sua "posada colonial" e ci aiuta a recuperare uno zaino che all'aeroporto di caracas ci hanno perso.
conosciamo mariano, un pusher.
luca, un italiano proprietario del "barrumba".
giovanni, un cocainomane tesissimo e ufficiale di marina.
tare, il ragazzo che con la lancia ci ha portato su una spiaggia deserta.
conosciamo anche il piacere della nudita' in mezzo alla natura, il buon pesce cucinato in un box di un uomo che ci ha fermato per la strada e una calda zuppa bevuta a 40 gradi sotto terra in un locale dove non girava aria.
qui chi ha ci ha servito da mangiare e' poi diventato nostro commensale parlando di venezuela, chavez, rivoluzione e socialismo.
con lui ci siamo fatti scatti e autoscatti con magliette nuove e rosse che ci ha regalato dopo la lunga chaccherata.
e' ovvio che col rosso ci sono gli slogan e le immagini del presidente venezuelano.
Anche "IVO" e' tra le nuove conoscenze. Ivano (detto IVO) e' un ragazzo italiano, lombardo, varesotto. Ah si il mondo non e' cosi' grande...
L'incontro e fuggevole perche' dopo poco e' partito per la sua tappa successiva.

incontri strani e diversi tra di loro, ognuno parla di una vita e di esperienze completamente diverse, con sfumature che ci aiutano a capire un po' meglio il difficile e incomprensibile paese dove ora stiamo vivendo.

CARACAS E' PERICOLOSA !!????

"Caracas e' pericolosa"...il nostro arrivo in Venezuela e' stato scandito da queste parole..ripetute mille e mille volte da un sacco di persone..
e noi???!! be' abbiamo gia' iniziato alla grande!!
Usciti dall'aeroporto una folla di tassisti ci "circonda" per sapere dove dovevamo andare e proponendo di accompagnarci per delle somme che a noi dovevano bastare per vivere almeno 3 giorni..
quindi..
una ragazza venezuelana (sposata con un siciliano..dettaglio non trascurabile!) in inglese ci dice di non parlare troppo con la gente, di non dare confidenza e tempo zero ci troviamo ad accordarci con il padre di questa per un passaggio fino alla stazione dei bus..
10 minuti dopo ci troviamo su un choce con i vetri nerissimi e un tizio che ci dice "il venezuela e' pericoloso..attenzione"!!
Be' altre piacevoli chiacchere e tacc..eccoci a cercare un autobu per marakay..
Pronti per un viaggio che doveva durare 45 minuti e ce ne ha messo 2 ore e 20..

Baci
Manu